Ho scelto da parecchi giorni la strada del silenzio stampa. mi sono limitato a descrivere con gli ultimi post le cose che facciamo ad AAA.
Ma più di uno mi dice che ancora non va bene, che anche parlare delle cose che facciamo può considerarsi una provocazione o un disturbo.
Bene.
Faccio un primo passo indietro. Per la serie, uno per volta.
Mi consentite un paragone?
Schettino non mi piace, ma non so quanto della colpa sia sua e quanto della Costa Crociere (tenderei a non fidarmi della Costa Crociere).
Tuttavia indipendentemente da quel che dicono o fanno gli armatori, nel mio caso quando lascerò la nave, tutte le scialuppe saranno calate in acqua e messe in sicurezza; e solo dopo scenderò anche io.
Ma poi qualche parola su quel che è successo dovrò dirla. Per capire se ci sono o no responsabilità per cui una bellissima nave ha dovuto finire la sua navigazione.
Ovviamente chi vuole pormi domande, privatamente può farlo, sicuro di avere risposta; ponete anche le domande più scomode scrivendomi al: all'indirizzo abcecchini@gmail.com. Risponderò a tutti senza reticenze.
A risentirci (forse).
domenica 25 novembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
Dono, baratto, redistribuzione e mercato
Sarà un evento importante quello ad Alghero di sabato 24 a Piazza dei mercati, si chiamerà Este Baratto all'interno della settimana del baratto.
AAA è lieta di aver dato il suo contributo.
Io ho sempre pensato che la scuola e l'università non appartengano alla sfera del mercato, così come so che economia e mercato non coincidono e che nello scambio economico vi sono oltre al mercato la reciprocità (di cui il baratto è una modalità) e la redistribuzione; al di fuori della sfera economica c'è il dono che è un gesto eversivo che nasce dalla libertà.
Penso che l'educazione appartenga sia alla sfera del dono sia a quella della reciprocità: sabato porterò una pacchetto di dieci conferenze da utilizzare nel 2013 da barattare.
Ma noi di AAA siamo appassionati della reciprocità: non solo abbiamo da molti anni una banca del tempo (vedi qui) che da un po' funziona un po' troppo male e che vorrei avere il tempo di rilanciare. Ma.come ho detto in un precedente post, abbiamo un ciclotrofio, inventato dal nostro amico e collega Vinicio Bonometto; ricordare il ciclotrofio mi fa ricordare che abbiamo commesso un piccolo errore quando abbiamo presentato il quadro degli spazi occupati da AAA: all'orfanotrofio abbiamo in più i circa 10 metri quadri occupati dal ciclotrofio (Vinicio, ci dai i numeri precisi. per favore?).
Ho scritto spazi occupati da AAA, perché di spazi prestigiosi occupati da Uniss ce ne è un altro, mai citato: chi non sa qual è, può chiederlo.
Un'ultima cosa; nel Gennaio del 2010 Daniela Ducato ha tenuto da noi una bella lezione dal titolo "dall'economia della relazione all'economia della produzione": qui trovate il video; in questi giorni stiamo finendo di confezionare un dono per tutti; circa 2.000 "oggetti video" di grande interesse (lezioni, conferenze, seminari, workshop, presentazioni multimediali, ...) che libereremo dalla necessità di una password e che chiunque potrà vedere e scaricare. Intanto qui trovate parecchia roba.
Buon baratto!
AAA è lieta di aver dato il suo contributo.
Io ho sempre pensato che la scuola e l'università non appartengano alla sfera del mercato, così come so che economia e mercato non coincidono e che nello scambio economico vi sono oltre al mercato la reciprocità (di cui il baratto è una modalità) e la redistribuzione; al di fuori della sfera economica c'è il dono che è un gesto eversivo che nasce dalla libertà.
Penso che l'educazione appartenga sia alla sfera del dono sia a quella della reciprocità: sabato porterò una pacchetto di dieci conferenze da utilizzare nel 2013 da barattare.
Ma noi di AAA siamo appassionati della reciprocità: non solo abbiamo da molti anni una banca del tempo (vedi qui) che da un po' funziona un po' troppo male e che vorrei avere il tempo di rilanciare. Ma.come ho detto in un precedente post, abbiamo un ciclotrofio, inventato dal nostro amico e collega Vinicio Bonometto; ricordare il ciclotrofio mi fa ricordare che abbiamo commesso un piccolo errore quando abbiamo presentato il quadro degli spazi occupati da AAA: all'orfanotrofio abbiamo in più i circa 10 metri quadri occupati dal ciclotrofio (Vinicio, ci dai i numeri precisi. per favore?).
Ho scritto spazi occupati da AAA, perché di spazi prestigiosi occupati da Uniss ce ne è un altro, mai citato: chi non sa qual è, può chiederlo.
Un'ultima cosa; nel Gennaio del 2010 Daniela Ducato ha tenuto da noi una bella lezione dal titolo "dall'economia della relazione all'economia della produzione": qui trovate il video; in questi giorni stiamo finendo di confezionare un dono per tutti; circa 2.000 "oggetti video" di grande interesse (lezioni, conferenze, seminari, workshop, presentazioni multimediali, ...) che libereremo dalla necessità di una password e che chiunque potrà vedere e scaricare. Intanto qui trovate parecchia roba.
Buon baratto!
mercoledì 21 novembre 2012
Tutta mia la città
Mentre il tempo scorre inesorabile e ogni giorno che passa rende sempre più arduo affrontare e risolvere i problemi del futuro di AAA, ogni tanto c'è qualche buona notizia.
Quella di cui vorrei parlare oggi è il via libera del Senato accademico alla nascita di uno spin-off sostenuto dall'Università di Sassari, un'impresa che nasce da un'esperienza pluriennale di ricerca e di azione sulla città dei diritti del nostro Dipartimento.
Cos'è uno spin-off lo dice il regolamento dell'Università di Sassari:
Spin off dell'Università degli Studi di Sassari
L'Università di Sassari favorisce la costituzione di società per azioni i società a responsabilità limitata aventi come scopo l'utilizzazione imprenditoriale in contesti innovativi, dei risultati della ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi al fine di:
Vengono definiti "spin off dell'Università degli Studi di Sassari" le società per azioni o a responsabilità limitata alle quali l'Ateneo partecipa direttamente in qualità di socio. Soltanto le società alle quali partecipa l'Ateneo possono valersi del titolo "spin off dell'Università degli Studi di Sassari" e possono utilizzare il logo dell'Ateneo.
Vengono altresì definiti "spin off sostenuti dall'Università degli Studi di Sassari", le società per azioni o a responsabilità limitata nelle quali l'Ateneo non ha una quota di partecipazione.
Secondo me l'idea delle ragazze di Tamalacà (si chiama così la società, un acronimo che sta per "tutta mia la città" dalla mitica canzone dell'Equipe 84) è una bella idea e sono certo che avrà successo. Si tratta della prima proposta di società dei nostri giovani per mettere a frutto anni di ricerche, di interventi e di collaborazioni: in pista ce ne sono diverse altre (ve ne parlerò); a tutte sono molto affezionato, ma mi fa piacere che la prima arrivata sia questa, che nasce nel mio laboratorio e che è fatta da quattro giovani donne. Se riterranno Elisa, Francesca, Paola e Valentina ci diranno qualcosa di più di quel che fanno e renderanno pubblico il sito, molto bello, che stanno preparando ormai da molto (troppo?) tempo.
Ecco cosa mi sarebbe piaciuto fare nel mio mandato, lavorare concretamente per favorire l'occupazione dei nostri laureati e dei nostri collaboratori con idee di impiego e di imprese innovative e socialmente responsabili ovvero sostenibili anche per il terzo aspetto di questo abusato concetto di sostenibilità, quello spesso dimenticato che forse è prodromico rispetto agli altri due (ambiente ed economia), quello sociale, cui come AAA siamo, ovviamente, molto "attaccati".
E lavorare a ridurre la precarietà si chi lavora per noi, un piaga sempre più dolorosa delle Università.
Mi sarebbe piaciuto aver tempo da dedicare a queste cose. Ed è la cosa che rimpiango di più.
Quella di cui vorrei parlare oggi è il via libera del Senato accademico alla nascita di uno spin-off sostenuto dall'Università di Sassari, un'impresa che nasce da un'esperienza pluriennale di ricerca e di azione sulla città dei diritti del nostro Dipartimento.
Cos'è uno spin-off lo dice il regolamento dell'Università di Sassari:
Spin off dell'Università degli Studi di Sassari
L'Università di Sassari favorisce la costituzione di società per azioni i società a responsabilità limitata aventi come scopo l'utilizzazione imprenditoriale in contesti innovativi, dei risultati della ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi al fine di:
- incentivare le forme di auto impiego
- sviluppare nuove forme di occupazione nei settori ad alto contenuto tecnologico
- incentivare l'applicazione della ricerca
- impedire la fuga dei neo laureati più brillanti
- incentivare il trasferimento tecnologico verso l'esterno
Vengono definiti "spin off dell'Università degli Studi di Sassari" le società per azioni o a responsabilità limitata alle quali l'Ateneo partecipa direttamente in qualità di socio. Soltanto le società alle quali partecipa l'Ateneo possono valersi del titolo "spin off dell'Università degli Studi di Sassari" e possono utilizzare il logo dell'Ateneo.
Vengono altresì definiti "spin off sostenuti dall'Università degli Studi di Sassari", le società per azioni o a responsabilità limitata nelle quali l'Ateneo non ha una quota di partecipazione.
Secondo me l'idea delle ragazze di Tamalacà (si chiama così la società, un acronimo che sta per "tutta mia la città" dalla mitica canzone dell'Equipe 84) è una bella idea e sono certo che avrà successo. Si tratta della prima proposta di società dei nostri giovani per mettere a frutto anni di ricerche, di interventi e di collaborazioni: in pista ce ne sono diverse altre (ve ne parlerò); a tutte sono molto affezionato, ma mi fa piacere che la prima arrivata sia questa, che nasce nel mio laboratorio e che è fatta da quattro giovani donne. Se riterranno Elisa, Francesca, Paola e Valentina ci diranno qualcosa di più di quel che fanno e renderanno pubblico il sito, molto bello, che stanno preparando ormai da molto (troppo?) tempo.
Ecco cosa mi sarebbe piaciuto fare nel mio mandato, lavorare concretamente per favorire l'occupazione dei nostri laureati e dei nostri collaboratori con idee di impiego e di imprese innovative e socialmente responsabili ovvero sostenibili anche per il terzo aspetto di questo abusato concetto di sostenibilità, quello spesso dimenticato che forse è prodromico rispetto agli altri due (ambiente ed economia), quello sociale, cui come AAA siamo, ovviamente, molto "attaccati".
E lavorare a ridurre la precarietà si chi lavora per noi, un piaga sempre più dolorosa delle Università.
Mi sarebbe piaciuto aver tempo da dedicare a queste cose. Ed è la cosa che rimpiango di più.
sabato 17 novembre 2012
Facciamolo strano
Noi ci proviamo.
Chi mi conosce sa che io non ho mai amato la deriva, molto ideologica e molto provinciale, che propone come soluzione ai molti problemi dell'università un pericoloso mix di aziendalismo e controllo dall'alto.
Sa anche che - anche per ragioni di formazione - sono molto convinto che valutare sia importante e utileso poi che valutare è difficile e non coincide con il misurare.
Sa anche che l'attività di un docente (lo dice la parola stessa) non è solo quelle di fare ricerca (ma fare ricerca è essenziale), ma anche quello di fare didattica, ma anche quello di contribuire, nei suoi tempi e nei suoi modi, allo sviluppo del territorio e del Paese.
Fatemelo dire meglio; l'università non è il CNR o un reparto R&S di un'azienda, deve dare spazio alla ricerca applicata tanto quanto a quella di base e a quella disinteressata, deve riportare i risultati della ricerca nel suo insegnamento, dal suo insegnamento deve ricevere spunti e indicazioni per i suoi temi di ricerca: ecco perché l'idea di avere un pugno di università di eccellenza in cui si fa ricerca avanzata e molte università (in che regioni d'Italia saranno?) che si limitano a fare didattica (le cosiddette teaching universities) è - a mio avviso - oltre che inefficiente e antistorica, anche eticamente e culturalmente sbagliata. Penso anche che le università, dovunque, ma soprattutto nelle situazioni economicamente e socialmente più difficili, abbiano il dovere di aprirsi al mondo, di costruire un ambiente non provinciale e anche (non "ma anche", ma "e anche") di essere uno degli attori dello sviluppo del territorio in cui vivono, da cui ricevono e cui danno linfa e sostegno.
Come Dipartimento cerchiamo di prendere sul serio queste cose: abbiamo già fissato due appuntamenti, il 23 Novembre una giornata sulla ricerca e il 14 Dicembre una giornata sulla didattica; programmeremo per l'inizio dell'anno una giornata in cui presenteremo le molte convenzioni e le molte attività che abbiamo svolte e stiamo svolgendo con enti locali e agenzie educative e associazioni; se troveremo le risorse, prima dell'estate, faremo un incontro con i nostri numerosissimi partner continentali (europei e di altri continenti).
Per informazioni sulla giornata della ricerca, visitate il nostro sito.
Chi mi conosce sa che io non ho mai amato la deriva, molto ideologica e molto provinciale, che propone come soluzione ai molti problemi dell'università un pericoloso mix di aziendalismo e controllo dall'alto.
Sa anche che - anche per ragioni di formazione - sono molto convinto che valutare sia importante e utileso poi che valutare è difficile e non coincide con il misurare.
Sa anche che l'attività di un docente (lo dice la parola stessa) non è solo quelle di fare ricerca (ma fare ricerca è essenziale), ma anche quello di fare didattica, ma anche quello di contribuire, nei suoi tempi e nei suoi modi, allo sviluppo del territorio e del Paese.
Fatemelo dire meglio; l'università non è il CNR o un reparto R&S di un'azienda, deve dare spazio alla ricerca applicata tanto quanto a quella di base e a quella disinteressata, deve riportare i risultati della ricerca nel suo insegnamento, dal suo insegnamento deve ricevere spunti e indicazioni per i suoi temi di ricerca: ecco perché l'idea di avere un pugno di università di eccellenza in cui si fa ricerca avanzata e molte università (in che regioni d'Italia saranno?) che si limitano a fare didattica (le cosiddette teaching universities) è - a mio avviso - oltre che inefficiente e antistorica, anche eticamente e culturalmente sbagliata. Penso anche che le università, dovunque, ma soprattutto nelle situazioni economicamente e socialmente più difficili, abbiano il dovere di aprirsi al mondo, di costruire un ambiente non provinciale e anche (non "ma anche", ma "e anche") di essere uno degli attori dello sviluppo del territorio in cui vivono, da cui ricevono e cui danno linfa e sostegno.
Come Dipartimento cerchiamo di prendere sul serio queste cose: abbiamo già fissato due appuntamenti, il 23 Novembre una giornata sulla ricerca e il 14 Dicembre una giornata sulla didattica; programmeremo per l'inizio dell'anno una giornata in cui presenteremo le molte convenzioni e le molte attività che abbiamo svolte e stiamo svolgendo con enti locali e agenzie educative e associazioni; se troveremo le risorse, prima dell'estate, faremo un incontro con i nostri numerosissimi partner continentali (europei e di altri continenti).
Per informazioni sulla giornata della ricerca, visitate il nostro sito.
giovedì 15 novembre 2012
Con il tailleur pantalone
Da oggi solo notizie culturali e didattiche.
Comunico, ma ci tornerò, che la mattina del 5 Dicembre a Sassari ci sarà la consegna della Laurea honoris causa all'architetto portoghese Gonçalo Byrne.
Vorrei anche segnalare che ieri abbiamo firmato un accordo quadro con il Comune di Villanova Monteleone, accordo approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale e dal Consiglio di Dipartimento. Un bell'accordo a mio avviso.
Mi è gradito ribadire che sulle note questioni, ho assunto l'impegno di non intervenire sino alla sera del 5 Dicembre. Il che vuol dire ovviamente che non ho commenti da fare su nulla.
mercoledì 14 novembre 2012
Quel che si deve fare, sarà fatto
Come tutti sanno i giornali decidono i titoli dei loro articoli, anche quando riportano opinioni o presentano interviste. Come tutti sanno i "virgolettati" spesso riassumono in modo molto sintetico un pensiero articolato in una conversazione con un giornalista. Poco male, "è la stampa bellezza"; basta saperlo.
Per questo io - quando posso - preferisco fare dichiarazioni scritte (che come è giusto i giornalisti poi riassumono o confezionano: non sono dei passacarte). Per principio non faccio mai precisazioni o rettifiche; quando posso, come in questo caso, rendo pubbliche le dichiarazioni scritte; queste sono quelle fatte a Nuova Sardegna e Catalan TV.
In tutta questa vicenda non ho fatto comunicati stampa, ho solo concesso interviste e risposto alle domande dei media che me le hanno poste. Ovviamente nessuno vieta che i giornalisti leggano questo blog.
Ho comunicato in Consiglio che - sino alla prossima riunione ordinaria del 5 Dicembre - avrei scelto il silenzio stampa e che quindi il post di stasera sarebbe stato l'ultimo sulle note vicende di AAA (se ce ne saranno, sarà per comunicare iniziative o eventi culturali o didattici; spero numerosi).
Oggi il Consiglio ha deciso di affrontare con una Commissione le definizione degli interventi possibili e delle linee-guida per l'inverno: entro lunedì saranno rese note; sarà assoluto il divieto di usare fonti di riscaldamento non sicure o nocive e di svolgere attività al freddo; studieremo - se esistono - tutte le alternative possibili.
Il Consiglio ha anche deciso di rinnovare la richiesta a Comune e Ateneo per la costituzione di un gruppo di lavoro che urgentemente definisca le questioni relative alla gestione degli immobili attualmente disponibili, anche con soluzioni provvisorie, nominando i suoi due componenti (i colleghi Minchilli e Turco).
Su mia richiesta, il Consiglio ha deciso di rinviare la sospensione dell'attività didattica e degli uffici, proposta unanimemente dalla Giunta, in attesa di verificare se ci sono passi in avanti concreti.
Il Direttore ha anche espresso la sua profonda amarezza per attacchi che egli ritiene ingiusti e immotivati e comunicherà al Consiglio ordinario del 5 Dicembre le decisioni che intende prendere per rimuovere gli ostacoli che possono impedire di garantire un degno futuro ad AAA.
In molti commenti leggo una saggia equidistanza, che mi ricorda un po' le giustificazioni che vengono date per alcune molestie di tipo sessuale: "aveva una minigonna molto corta"; in questo caso è ancora peggio, la "molestia" è avvenuta, perché "aveva sì una gonna lunga, ma avrebbe avuto l'intenzione di mettere una minigonna". Se possibile, risparmiatevi l'equidistanza.
Infine una foto che sarà la notizia del post di domani; la firma dell'accordo-quadro a Villanova Monteleone. Non male, un possibile AAV, nevvero?
Per questo io - quando posso - preferisco fare dichiarazioni scritte (che come è giusto i giornalisti poi riassumono o confezionano: non sono dei passacarte). Per principio non faccio mai precisazioni o rettifiche; quando posso, come in questo caso, rendo pubbliche le dichiarazioni scritte; queste sono quelle fatte a Nuova Sardegna e Catalan TV.
In tutta questa vicenda non ho fatto comunicati stampa, ho solo concesso interviste e risposto alle domande dei media che me le hanno poste. Ovviamente nessuno vieta che i giornalisti leggano questo blog.
Ho comunicato in Consiglio che - sino alla prossima riunione ordinaria del 5 Dicembre - avrei scelto il silenzio stampa e che quindi il post di stasera sarebbe stato l'ultimo sulle note vicende di AAA (se ce ne saranno, sarà per comunicare iniziative o eventi culturali o didattici; spero numerosi).
Oggi il Consiglio ha deciso di affrontare con una Commissione le definizione degli interventi possibili e delle linee-guida per l'inverno: entro lunedì saranno rese note; sarà assoluto il divieto di usare fonti di riscaldamento non sicure o nocive e di svolgere attività al freddo; studieremo - se esistono - tutte le alternative possibili.
Il Consiglio ha anche deciso di rinnovare la richiesta a Comune e Ateneo per la costituzione di un gruppo di lavoro che urgentemente definisca le questioni relative alla gestione degli immobili attualmente disponibili, anche con soluzioni provvisorie, nominando i suoi due componenti (i colleghi Minchilli e Turco).
Su mia richiesta, il Consiglio ha deciso di rinviare la sospensione dell'attività didattica e degli uffici, proposta unanimemente dalla Giunta, in attesa di verificare se ci sono passi in avanti concreti.
Il Direttore ha anche espresso la sua profonda amarezza per attacchi che egli ritiene ingiusti e immotivati e comunicherà al Consiglio ordinario del 5 Dicembre le decisioni che intende prendere per rimuovere gli ostacoli che possono impedire di garantire un degno futuro ad AAA.
In molti commenti leggo una saggia equidistanza, che mi ricorda un po' le giustificazioni che vengono date per alcune molestie di tipo sessuale: "aveva una minigonna molto corta"; in questo caso è ancora peggio, la "molestia" è avvenuta, perché "aveva sì una gonna lunga, ma avrebbe avuto l'intenzione di mettere una minigonna". Se possibile, risparmiatevi l'equidistanza.
Infine una foto che sarà la notizia del post di domani; la firma dell'accordo-quadro a Villanova Monteleone. Non male, un possibile AAV, nevvero?
P.S. Mi ero dimenticato: aggiungo il riepilogo degli spazi attualmente assegnati al DADU e - in qualche modo - usabili. Mancano i locali affittati al Liceo Artistico.
martedì 13 novembre 2012
Dichiarazioni da meditare
Oggi sono uscite alcune dichiarazioni.
Due, un po' diverse, del Sindaco, dott. Stefano Lubrano: hanno dei punti di coincidenza, ma delle differenze.
Pur essendo estremamente contundenti nei miei confroni, non le commento, ma le riporto.
La prima è una sorta di intervista alla Nuova Sardegna, l'altro un vero e proprio comunicato.
Penso che sia utile che siano lette e e meditate.
L'altra è una mia intervista al giornale on-line Il quotidiano di Alghero, rilasciata alcuni giorni fa.
Penso che sia utile che sia letta e meditata.
Vivo con estrema tristezza questa situazione e sono ovviamente disponibile a fare tutti i passi indietro necessari.
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