venerdì 26 ottobre 2012

Per dare l'idea.


Le foto allegate (ma ne posterò di migliori) ci mostrano da un'altra angolatura quali sono i nostri problemi. Oggi abbiamo avuto la discussione delle Lauree in Urbanistica: come e più di sempre c'erano molte persone ad assistere, familiari e amici. Durante la discussione il pubblico si alterna, ma per la proclamazione tutti vogliono essere dentro l'aula. Che succede dunque? Che anche scegliendo quella più spaziosa che - con molto ottimismo e buona volontà - tiene 70 persone, le 150 /180 persone presenti non ci stanno, anche accalcandosi sino all'inverosimile. Un'altra brutta figura, un'altra mancata buona accoglienza. 
Certo potremmo contingentare, ma non vogliamo farlo. Se qualcuno me lo chiedo, spiego perché.
Ci servirebbe, ci serve un'aula magna. 
Chiudo qui questo post. Domani vi parlerò del problema del riscaldamento, che ho cominciato a sollevare in agosto; o del fatto che al Pou Salit piove dentro da un lucernario (vero è che quando non piove non piove neanche dentro). E spiegherò le ragioni per cui nessuno interviene (può intervenire!?). A ogni giorno la sua pena. 
Oggi intanto faccio i miei migliori auguri alle dodici persone, tra ragazze e ragazzi, che hanno preso la loro aula triennale.










giovedì 25 ottobre 2012

In movimento!

Qualche ora fa ho incontrato i rappresentanti degli studenti.
Non c'era un clima di gioia, non c'era un clima di speranza, ma non c'era un clima di rassegnazione.
Abbiamo parlato di spazi, di risorse finanziarie, di servizi.
Abbiamo riso quando abbiamo rievocato la famosa proporzione che sta alla base della nostra esclusione dai finanziamento per le sedi gemmate: Alghero sta a Sassari come Monserrato sta a Cagliari.
I nostri sono studenti sono in media bravi, ma non ci voleva di essere troppo bravi per sghignazzare un po'.
Di qui al 16 gennaio, data del Consiglio di Dipartimento che verificherà se ci sono le condizioni per restare ad Alghero, ci daremo tutti da fare. Le nostre studentesse e i nostri studenti in primo luogo.
Con noi hanno imparato molte cose: non sempre siamo d'accordo, ma noi li consideriamo interlocutori fondamentali del nostro progetto, non utenti o clienti; una delle cose che hanno imparato è che hanno diritto di parola, di interlocuzione, di protesta, di proposta. Non c'è qualcuno che studia, analizza, valuta e decide per loro, ma la loro voce è fondamentale per scegliere; se qualcuno di loro mi ha ascoltato in una mia lezione ricorderà quando ho parlato della parresia, del parlar franco; un diritto, ma molto di più un dovere delle persone libere, uno dei fondamenti della libertà e della democrazia.
Il bello è che da noi ad AAA il parlar franco è considerato un valore.
Come consideriamo un valore l'assunzione di responsabilità.
Il che vuol dire che ne sentiremo e vedremo delle belle.

Aggiungo una nota e un ringraziamento. Ho posto alle ragazze e ai ragazzi, che già vivono in spazi angusti e con un calendario molto serrato (forse non tutti sanno che molti di loro a fine giugno sono in difficoltà perché devono lasciare gli appartamenti), la questione se potevamo far slittare le lezioni per ospitare, occupando un terzo del nostro spazio vitale, gli esami di stato. Mi hanno detto: parliamone, non vorremmo che i nostri colleghi perdessero questa opportunità. Li ringrazio per la loro disponibilità che mi impegno a non scambiare per pazienza o rassegnazione. So che non è così e penso (e spero) che ce ne accorgeremo.

mercoledì 24 ottobre 2012

Il trasferimento a Sassari è una possibilità concreta.


Il Consiglio di Dipartimento di Architettura ad Alghero, esprime la sua preoccupazione per il perdurare dei gravi problemi relativi: 
agli spazi, insufficienti, inadeguati, impropri in cui si svolge l’attività didattica, di ricerca, amministrativa; si sottolinea che gli spazi disponibili hanno problemi urgenti di manutenzione e di funzionamento degli impianti di riscaldamento;
ai finanziamenti, diretti e  indiretti, che sono molto al di sotto delle necessità di una sede distaccata e di un progetto formativo complesso e moderno: 
al personale in servizio, inferiore alle necessità minime di gestione dei servizi amministrativi e didattici; un’ulteriore preoccupazione è data dal fatto che gran parte del personale in servizio è di persone con contratti a tempo determinato, pur svolgendo esse attività ordinarie (si richiama qui l’articolo 6 dello Statuto di Ateneo).

Questi e altri problemi ci costringono a interrogarci sull'esistenza delle condizioni per mantenere la presenza del Dipartimento in una sede distaccata e a verificare se esiste la possibilità di una collocazione a Sassari.

Allo scopo nomina una Commissione composta dai colleghi Alessandra Casu, Maurizio Minchilli, Emilio Turco, con l’impegno a riferire al Consiglio del 15 Gennaio, data nella quale Il Consiglio prenderà, sulla base dello studio di fattibilità, una decisione definitiva  da sottoporre agli organi dell’Ateneo.

Con l’auspicio che in questi mesi vi sia la possibilità di risolvere positivamente i problemi, permettendo ad Architettura ad Alghero di conservare il suo nome, ringraziamo tutti coloro, a partire dal Magnifico Rettore e dal Direttore generale, dall'attuale Sindaco di Alghero e dai precedenti Sindaci, dai Consiglieri Regionali, dalla Presidente della Commissione Istruzione, dal Dirigente scolastico dei Licei algheresi, dall'ex Presidente della Società consortile, per finire alle centinaia di persone che ci sono state e ci sono vicine, per quanto hanno potuto fare per noi.    


Questa è la mozione che abbiamo votato nel Consiglio di oggi pomeriggio.
Abbiamo avuto un importante incontro con il magnifico Rettore che ci conferma l'impegno dell'Ateneo sia in relazione al nostro status di sede "non suburbana" sia in relazione all'assunzione delle responsabilità necessarie per la manutenzione e la gestione delle sedi; ma che capisce anche le ragioni di un possibile trasferimento da Alghero.
In  mattinata abbiamo incontrato il dirigente Colledanchise: andiamo davvero d'accordo e lavoreremo per organizzare insieme attività didattiche e di orientamento,

Una giornata difficile e interlocutoria. Studieremo il da farsi.
  

martedì 23 ottobre 2012

Vari incontri. Qualche speranza, qualche preoccupazione.

Non abbiamo chiuso il giro degli incontri. Domani mattina vedrò il collega Colledanchise, Dirigente dei Licei algheresi.
Mi ha inviato un messaggio su Facebook che ho apprezzato moltissimo, generoso e disponibile.
Nel pomeriggio abbiamo il Consiglio di Dipartimento, la sera un incontro con il Rettore e il Direttore generale. Giovedì una riunione con i rappresentanti degli studenti
Faccio un breve riassunto degli incontri e alcune considerazioni.
Lunedì mattina incontro con la Presidente della Commissione consiliare, Natacha Lampis: dice tutto il comunicato che lei ha scritto e che allego. Spero che l'incontro con la Commissione che abbiamo insieme auspicato avvenga presto.
Nel pomeriggio ho visto quattro onorevoli regionali, i tre algheresi: Mario Bruno, Carlo Sechi e Pietro Fois e uno del territorio (da sempre amico di AAA) Franco Cuccureddu. Anche questa è stata una discussione lunga e approfondita, eravamo d'accordo tutti sull'insieme delle questioni, in particolare sull'opportunità che vi sia uno sforzo collettivo per riuscire ad avere - nella forma tecnicamente più efficace - il riconoscimento di un finanziamento regionale specifico per AAA, in quanto sede "non suburbana". Ci risentiremo, coinvolgendo anche altri consiglieri della provincia e altri attori.
Infatti con gli onorevoli presenti abbiamo convenuto (e così è stato in tutti gli incontri) che ci sono quattro attori principali per dare una risposta alla domanda: è utile un Dipartimento di Architettura ad Alghero? E alla domanda: è possibile un un Dipartimento di Architettura ad Alghero?
Forse sarebbe utile coinvolgere anche la Provincia. In altri contesti territoriali anche imprenditori e mondo della finanza potrebbero essere attori importanti. Quindi possiamo provare a trovarne altri, di attori, ma intanto questi quattro sono quelli di base: Ateneo, Regione, Comune e Dipartimento. Se ciascuno potesse fare sino in fondo la sua parte e se trovassimo una comune visione, potremmo farcela.
In sostanza anche questo incontro è stato molto positivo.
Oggi abbiamo incontrato, in una riunione molto approfondita e seria, il Sindaco, Stefano Lubrano, e quattro Assessori: Alma Cardi, Massimo Canu, Pietro Monte, Gianpaola Scanu.
Abbiamo parlato di tutto, dalle emergenze quotidiane, alle criticità logistiche, ai rapporti istituzionali, agli spazi, alle forma di gestione e di assegnazione, alla localizzazione di attività.
Tutti gli amministratori presenti hanno confermato che per la città di Alghero la presenza di AAA è molto importante.
Abbiamo convenuto sul fatto che gli attori sono appunto quattro (io ho ribadito che noi siamo orgogliosi di essere parte dell'Università di Sassari, ma che è il Dipartimento a conoscere la situazione e le esigenze per la sua permanenza ad Alghero: infatti siamo il solo Dipartimento della Sardegna a essere in una sede staccata) e che bisogna trovare un  accordo tra tutti.
Gli amministratori hanno detto che stanno alacremente lavorando a istruire le complesse questioni che sono implicate nelle scelte che l'Amministrazione deve fare e che una seduta della Giunta (di quelle definite "strategiche") sarà destinata, il 30 Ottobre, al tema dell'Università ad Alghero.

Abbiamo ringraziato tutti i nostri interlocutori di questi due giorni,  per l'attenzione e il sostegno, a ognuno abbiamo regalato la maglietta e la borsa di tela con il nostro logo Architettura ad Alghero.


Le mie considerazioni sono che non ci sono troppe probabilità che le condizioni necessarie perché si mantenga un Dipartimento di Architettura ad Alghero si verifichino tutte; sono parecchie e complesse e richiedono tempo. Ma tempo ce ne è molto poco. Speriamo e lavoriamo perché si possa restare, ma cominciamo a pensare alla possibilità di trovare una collocazione a Sassari (o ad Olbia? o a Oristano?).
Questo proporrò domani al Consiglio di Dipartimento: di nominare una commissione per valutare le alternative possibili, rinviando la decisione finale da proporre all'Ateneo al Consiglio del 16 Gennaio.

P.S.
Per diverse ragioni, non me la sento di interrompere il mio blog. Anche se il fatto che da molti sia giudicato inopportuno, mi dà da pensare. Magari mi piacerebbe discuterne, con serenità. In un prossimo post proverò a chiedervi un parere.



Comunicato di Natacha Lampis
Stamattina, in qualità di Presidente della Commissione Cultura, Istruzione e Politiche sociali, ho incontrato una delegazione della Facoltà di Architettura.
L’appuntamento è nato da un invito rivoltomi dal Direttore del Dipartimento, il Prof. Arnaldo Cecchini,  il quale ha voluto, tramite me come rappresentante, parlare con il Consiglio Comunale per presentare la situazione complicata che la Facoltà di Architettura sta vivendo.
Con parole garbate e misurate la delegazione della Facoltà mi ha spiegato le questioni che destano maggiore preoccupazione.
La prima questione, forse la più chiara ad un numero maggiore di cittadini algheresi, è la quella degli spazi. Ormai da diversi mesi l’attività didattica dei circa cinquecento studenti che studiano presso Architettura si svolge in modo difficoltoso e non adeguato alle necessità. Il commissario si era impegnato con Architettura a risolvere la questione delle aule didattiche entro l’anno. Ma così, continuando di questo passo, non avverrà. Questo perché la gestione e l’organizzazione degli spazi del complesso di Santa Chiara, che erano stati individuati come soluzione, appaiono ancora un po’ incerte a causa di alcuni aspetti che non sono ancora stati definiti con la necessaria chiarezza.  Ad esempio, la biblioteca che era stata pensata e progettata per essere biblioteca della Facoltà ma accessibile e disponibile anche per l’intera città, con una formula di condivisione tra l’Università e il Comune, non ha ancora visto la costituzione della commissione che dovrà occuparsi di definirne la gestione in comune; altra cosa, l’aula magna – irrinunciabile per qualsiasi università – è ancora oggi bloccata dal progetto, che si è sovrapposto sullo stesso spazio,  dell’archivio storico; e ancora, i criteri e le modalità di manutenzione degli edifici non sono stati ancora discussi e stabiliti. Si tratta di fatti importanti che stanno pregiudicando già da tempo una piena operatività didattica dell’università, a scapito soprattutto degli studenti e delle loro famiglie, e per i quali è legittimo chiedere all’amministrazione di trovare una soluzione. Mediando, negoziando, se necessario; entrambe le parti, sia Architettura che il Comune. Ma avendo chiaro un obiettivo condiviso, per il bene di entrambi: tenere Architettura ad Alghero.
La seconda questione è quella delle ridotte risorse economiche a causa del fatto che la Facoltà di Architettura è stata esclusa negli ultimi anni dai fondi per le sedi staccate. Questo ha gravemente intaccato la sua possibilità di operare così come si potrebbe sul piano didattico, su quello della ricerca ma anche su quello più pratico della gestione e della manutenzione degli edifici nei quali l’università esercita  la sua attività. Su questo punto penso che i consiglieri regionali, avendo a fianco un’amministrazione convinta e determinata, debbano fare una battaglia in Regione, una battaglia per i diritti della nostra città, una battaglia di tutti i cittadini; perché l’università pubblica – così come la scuola pubblica – è un bene comune che va difeso e tutelato. 
La terza questione riguarda il ruolo della Facoltà nella nostra città e la possibilità che tra Architettura e il nostro Comune si possa creare una collaborazione più viva e efficace.  Rispetto a  questo punto io propendo per il buon senso, condito con un bel pizzico di sano opportunismo.  Intendo dire che se in città c’è chi ha tutto l’armamentario – risorse umane, strumenti, progetti, relazioni umane, ricerche - per ragionare su alcuni specifici temi, perché mai la città non dovrebbe avvantaggiarsene? Cerchiamo di capire bene cosa la Facoltà ci può offrire, disturbiamola di più, mettiamola maggiormente al servizio della città. Si chiama scambio, si chiama sinergia, si chiama cooperazione tra istituzioni; ma si chiama anche strategia per la crescita e lo sviluppo.
Come avete potuto leggere le mie sono considerazioni semplici. Ad esse voglio aggiungere solo qualche altro elemento ancora, prima di chiudere. Io penso che avere ad Alghero una facoltà universitaria sia una grande opportunità. Lo è prima di tutto da un punto di vista culturale perché significa nutrire il pensiero, arricchire lo sguardo sulle cose, entrare in contatto diretto con le idee che circolano nel mondo intorno a noi, al di fuori della nostra straordinaria ma piccola realtà cittadina. Lo è in termini sociali perché la cultura è il miglior collante per una comunità, aiuta a pensarsi “in grande”, a non svilirsi e a non svalutarsi. E lo è anche da un punto di vista economico perché la cultura è un motore formidabile di sviluppo nel momento in cui essa si trasforma in progettualità; e non solo questo: è strumento economico – bisogna dirlo per completezza di ragionamento anche se è forse un po’ volgare rispetto alle considerazioni che ho fatto precedentemente – anche nei termini di danari che una qualsiasi facoltà universitaria lascia alla città che la accoglie attraverso gli studenti che vivono nelle sue case, spendono nei suoi negozi e nelle sue librerie, o si intrattengono nei suoi locali alla sera.
La delegazione della Facoltà di Architettura mi ha chiesto di poter incontrare la commissione nella sua interezza, appena possibile. Penso che sia una cosa importante da fare. Nei prossimi giorni chiederò quindi la disponibilità dei componenti.  Credo sia giusto che ogni singolo membro possa ricevere in modo completo e dettagliato tutte le informazioni  per farsi un’idea propria e personale. Io la mia me la son già fatta.

 

lunedì 22 ottobre 2012

Una giornata importante

Rimando a domani le informazioni sugli incontri; così parlo di tutti insieme.
Ma voglio ringraziare Natacha Lampis e gli onorevoli Bruno, Cuccureddu, Fois e Sechi per aver accettato di venirci a trovare e per averci ascoltato a lungo, aiutato a capire, espresso sostegno. Abbiamo con piacere offerto loro una maglietta e una borsina di AAA.

Oggi parlerò di una piccola cosa. Di un'iniziativa che un nostro collega "precario" porta avanti con pochi altri, nello spirito delle economie del dono e della reciprocità che sono così importanti per tenere insieme le società e le comunità.
Parlo del ciclotrofio, una bella idea del collega Vinicio Bonometto.
Una piccola idea che funziona, mentre funziona meno bene la nostra Banca del tempo, che pure era partita bene, ed è una bella idea del collega Ivan Blecic, e che dovremo rilanciare.
Se non avremo attenzione al fatto che la dimensione dell'utile, specie dell'utile monetario, non è quella più importante, se ridurremo tutto a crediti, l'Università come luogo della formazione al sapere e alla responsabilità sociale non esisterà più e il dominio del mercato sarà pieno, incontrollabile e devastante.
Fortunatamente ci sono un sacco di cose che non si comprano e non si vendono.

domenica 21 ottobre 2012

Cose di cui parlare

Una premessa. Io sono molto contrario all'endogamia.
Come sanno i miei amici sono molto Zelig, mi identifico immediatamente con la comunità cui appartengo.
Ma mi piacciono le identità multiple.
Perché scrivo questo?
Perché non credo che il Comune di Alghero debba necessariamente "utilizzare" il Dipartimento che sta ad Alghero o l'Università che sta a Sassari per tutti o gran parte degli studi, delle ricerche, delle consulenze, delle attività di formazione che servono e che è bene siano presidiati da istituzioni o società di alta qualificazione scientifica e culturale. Non deve essere necessariamente così.
D'altro alto sarebbe "strano" che un Comune ignorasse quel che si fa in un Dipartimento (di Architettura, Urbanistica e Design) che vive nel suo territorio da dieci anni e che dell'attenzione al mondo a alla propria terra (entrambe le cose, sempre) ha fatto una delle ragioni di essere e che riconosce tra i suoi doveri, al pari della didattica e della ricerca, la responsabilità sociale verso il territorio.

Io penso, ma è un'opinione che si potrebbe discutere che si potrebbe definire un accordo - quadro tra AAA (e i suoi numerosi partner) e la città di Alghero.
A partire  dalle moltissime attività che, con accordi con le istituzioni, in modo formale,  in collaborazione con altri soggetti o da soli, o in modo informale, AAA ha svolto in Alghero in questi anni, ricevendo incarichi o producendo consulenze, studi di fattibilità, corsi di formazione, cooperazione in progetti europei e regionali, cooperazione per progetti europei e regionali, accordi con le scuole di ogni ordine e grado, mostre, seminari, workshop, laboratori, attività didattiche varie (dai Master internazionali, agli Erasmus IP, ai laboratori progettuali delle lauree magistrali e triennali), progetti, concorsi, conferenze, Tesi di laurea e di dottorato; tutte attività che hanno prodotto un'imponente mole di materiale che è - ovviamente - nella piena disponibilità della città.

Come dicevo un accordo con AAA non sarebbe solo con AAA, ma con i molti Dipartimenti, le molte Facoltà e i molti centri di ricerca con cui abbiamo rapporti ufficiali, a partire da quelli con cui abbiamo corsi in comune (in Catalogna, in Portogallo, in Francia, in Germania, in Cina).

A scanso di equivoci: questo accordo non servirebbe per finanziare AAA, anzi potrebbe essere a titolo gratuito, lasciando ad apposite convenzioni l'eventuale definizione di attività retribuite. Da parte nostra ci impegniamo alla massima trasparenza nel rendere pubblico l'uso di queste eventuali risorse, che - come quasi sempre facciamo - destineremo - quasi interamente - a borse di studio e assegni di ricerca.

Do un elenco disordinatissimo  e incompleto dei temi su cui abbiamo lavorato e su cui potremmo dare una mano.
Spazi aperti e spazi per l'educazione
Ristrutturazione e riqualificazione
Risparmio energetico 
Biblioteca di tipo nuovo 
Mostre
Inserimento lavorativo (di persone svantaggiate)
Sostegno alla ricerca e alla creazione di lavoro (per laureati)
Spazi della Salute
Progetti per il Calich, Maria Pia, Borgate, Sant’Agostino, Lido
Idee per il PUC
Mobilità
Proposte per l'Architetto di quartiere
Osservatorio sul turismo
Scuole di ogni ordine e grado // formazione
Scuole di ogni ordine e grado // spazi
Scuole di ogni ordine e grado // pertinenze
Partecipazione
Qualità della vita
Design della comunicazione
Acque
Paesaggio
Parco
Nuovi materiali
Internazionalizzazione
Banca del tempo
Riuso e riciclo // ciclotrofio

Ma ce ne sono molti altri (i colleghi possono aggiungere). 
Ripeto - a scanso di equivoci - che quel che propongo non è che ci occupiamo, noi o solo noi, di ciascuna di queste cose; e non propongo neppure che qualcuna di queste cose ci sia affidata. Propongo che le competenze e le relazioni di AAA possano trovare i canali istituzionali per dare una mano alla città e per fornire un sostegno scientifico alla progettazione e alla pianificazione. 

sabato 20 ottobre 2012

Spesso non capisco ...

Ha ragione il Magnifico Rettore: la decisione finale sullo spostamento della sede del Dipartimento non la prendo io, la prende l'Ateneo con i suoi organi.
Io mi sono limitato a porre, come punto all'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio di Dipartimento, la questione; se il Consiglio lo riterrà, voterà per chiedere il trasferimento o per confermare la collocazione ad Alghero.
Io proporrò che faccia la seconda cosa, ma non "a prescindere".
Cosa voglio dire? Voglio dire che, se non si verificheranno le condizioni che ho cercato di presentare nel post di ieri, al Consiglio del 16 Gennaio, proporrò al Consiglio la seguente mozione: "Il Consiglio di Dipartimento di AAA chiede al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione di deliberare il trasferimento delle attività del Dipartimento a Sassari".
Il Consiglio si esprimerà.

Ciò premesso, vorrei ribadire un punto che so essere fonte di perplessità e di malumori.
Io credo che sia mio dovere  la trasparenza; credo che sia mio dovere la comunicazione. Questo blog è uno strumento informale di comunicazione di quel che so e che penso nella mia veste di Direttore. Informale, perché non vi sono in esso comunicazioni ufficiali (ma - nel caso - il racconto di comunicazioni ufficiali) e perché - pur molto meditate - alcune posizioni sono legate alle contingenze. Nella veste di Direttore, perché in questa sede non parlo come "libero cittadino" (cosa che alcuni ogni tanto pensano che non dovrei fare in nessuna sede), ma come responsabile di un'istituzione.
Ovviamente scrivere un blog implica che si voglia essere letti; ed implica anche che tra i lettori ci possano essere cronisti e giornalisti, che magari riprendono quanto scrivi e magari ti chiedono un'intervista; non è questo lo scopo del blog, ma è un possibile effetto collaterale. Perché scrivo questo? Perché è diverso l'obiettivo del post da quello del comunicato stampa. In ogni caso come titolano i media è notoriamente affar loro, così come è affar loro il modo in cui costruiscono un "pezzo". Il vantaggio di un blog è che quel che tu hai scritto è lì ben visibile.
Ciò ancora premesso, ribadisco che io penso che il dibattito pubblico sia un valore e un fatto positivo: non vorrei prendere una decisione importante senza discuterla; chi mi spinge a discutere alcune mie scelte, qualora io mi dimentichi di farlo, è un mio amico e un mio sostenitore, e debbo ringraziarlo.
Il futuro di AAA è una questione pubblica: nessuno deve poter dire: "non ne sapevo niente". La destinazione di importanti spazi di proprietà pubblica è una questione pubblica, una decisione pubblica, che va pubblicamente motivata e discussa.
Chi pone questioni e sollecita risposta è un amico, un amico di chi deve decidere e della democrazia.
Ripeto, può essere che invece io mi sbagli. Ma mi piacerebbe discuterne.